Italian ESG Reporting Transitions Under CSRD/ESRS, 2025 Transition Year
Summary
CONSOB published its 2025 report on sustainability reporting by Italian listed companies, covering the first year of reporting under the EU CSRD and ESRS framework. In 2025, 136 Italian listed companies on Euronext Milan published new sustainability reports, representing 69.4% by number and 97.1% by market capitalisation. The report notes structural transformation in reporting processes and governance among listed companies, influenced by the EU Omnibus I directive which reduced reporting obligations.
“Nel 2025 hanno pubblicato la nuova rendicontazione di sostenibilità 136 società italiane quotate su Euronext Milan, pari al 69,4% del totale (97,1% in termini di capitalizzazione).”
What changed
CONSOB published its 2025 report on sustainability reporting, marking the first year under the EU CSRD/ESRS framework for Italian listed companies. The report, based on a sample of 60 companies, documents that 136 companies (69.4% by count, 97.1% by market cap) published new sustainability disclosures. It notes structural transformation in reporting processes and governance toward sustainability-oriented models.
Listed companies subject to future reporting obligations under the modified regulatory framework (post-Omnibus I) show more structured ESG processes, with higher rates of ESG integration in executive compensation (90% vs 67%), dedicated ESG plans (73% vs 53%), and internal reporting procedures (57% vs 43%) compared to companies no longer subject to requirements.
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Sostenibilità sempre più integrata nel business delle società quotate, il 2025 anno di evoluzione verso le nuove norme - Pubblicato il rapporto Consob sulla rendicontazione di sostenibilità delle società quotate italiane (Comunicato stampa del 20 aprile 2026) COMUNICATO STAMPA
Il progressivo rafforzamento dell’integrazione dei temi Esg (Environmental, Social and Governance) nei modelli di business e nella governance avviato nel 2018 è proseguito nel 2025, anno di transizione caratterizzato da un percorso di evoluzione verso la nuova normativa. È quanto emerge dal ‘ Rapporto sulla rendicontazione di sostenibilità delle società quotate italiane ’ della Consob relativo al 2025, primo anno di rendicontazione con la disciplina delineata dalla normativa europea Csrd (Corporate Sustainability Reporting Directive) e dagli standard obbligatori Esrs (European Sustainability Reporting Standards).
Nel 2025 hanno pubblicato la nuova rendicontazione di sostenibilità 136 società italiane quotate su Euronext Milan, pari al 69,4% del totale (97,1% in termini di capitalizzazione). Nel 2024 erano state 150 le società che avevano pubblicato la dichiarazione non finanziaria o Dnf (72% delle società quotate, corrispondente al 97,2% in termini di capitalizzazione).
Il rapporto 2025, basato su un campione di 60 società, è stato predisposto in una fase di evoluzione del quadro normativo europeo, recentemente modificato con la Direttiva Omnibus I, che ha alleggerito gli obblighi informativi e circoscritto il perimetro di applicazione. Le evidenze mostrano che le società che continueranno ad essere soggette agli obblighi normativi, a partire dall’esercizio 2027, presentano, rispetto a quelle che potrebbero non essere più obbligate, processi di rendicontazione più strutturati, con una maggiore diffusione di procedure interne per la predisposizione della rendicontazione di sostenibilità (57% vs 43%), piani Esg o di sostenibilità (73% vs 53%) e più frequentemente un’integrazione dei fattori Esg nella strategia (25% vs 18%) e nell’ambito delle politiche di remunerazione dei vertici (90% vs 67%). Le società non più obbligate alla rendicontazione, di dimensioni minori e con processi meno formalizzati, mostrano tuttavia un comune approccio nell’individuazione dei temi rilevanti ai fini della rendicontazione.
Il coinvolgimento degli stakeholder nell’analisi di doppia materialità (con cui si valuta l’impatto dei fattori Esg sull’azienda e l’impatto che l’azienda stessa ha sull’ambiente e sulla società) risulta ampio e diffuso, interessando l’80% delle società analizzate, con una partecipazione frequente di fornitori, dipendenti e clientela. Anche il Cda è frequentemente coinvolto (in oltre il 93% dei casi) nel processo di doppia materialità.
I cambiamenti climatici risultano comunque tra le priorità per tutte le società analizzate, anche se solo il 13% del campione dichiara di avere un piano di transizione climatica in essere, mentre il 17% ne prevede una prossima adozione. Per quanto riguarda i temi sociali, gli impatti connessi ai lavoratori dell’impresa sono rilevanti per tutte le società.
Sempre più marcato, infine, il ruolo dei fattori Esg nelle politiche di remunerazione: il 78% delle società del campione (e il 90% delle società che saranno obbligate in futuro alla rendicontazione di sostenibilità) li ha integrati nei compensi variabili degli amministratori delegati.
In considerazione del cambio di passo della normativa, il Rapporto di quest’anno è arricchito da un addendum che ricostruisce l’evoluzione del trend registrato nel periodo 2018-2024 grazie ai Rapporti della Consob riferiti alle società che hanno pubblicato le Dnf. L’addendum evidenzia come in questo lasso temporale sia gradualmente aumentato il coinvolgimento degli stakeholder così come il ruolo del consiglio di amministrazione nell’analisi di materialità, è cresciuta l’istituzione dei comitati di sostenibilità e la presenza di obiettivi Esg nei sistemi di remunerazione dei vertici ha registrato sensibili incrementi. Emerge un quadro di trasformazione strutturale dei processi di reporting e della governance delle imprese quotate verso modelli più orientati alla sostenibilità.
Comunicato stampa in versione PDF
20 aprile 2026
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